Facebook: ecco come decide cosa compare in bacheca

Una volta si chiamava EdgeRank, oggi più semplicemente lo chiamano “Algoritmo di Facebook”. Cos’è? È un insieme di oltre 100mila fattori che, valutati tutti insieme, fanno decidere a Facebook di mostrare o meno un post ai miei amici su Facebook o, nel caso delle pagine, ai miei fan.

Già, perché ogni post che viene pubblicato non viene mostrato a tutti gli amici di chi lo pubblica né a tutti i fan di una pagina. Perché? Semplicemente perché sarebbe impossibile! In media, secondo Facebook, sono 1500 i post provenienti da nostri amici o da pagine che seguiamo che ci potrebbero essere mostrati ogni volta che accediamo al nostro account. Va da sè che si tratta di una mole di contenuti troppo grande: chi ha tempo di leggere 1500 post ogni volta che accede a Facebook? Nessuno. Per questo, l’algoritmo che regola il social fa una scelta per noi e decide di mostrarci solo i post che hanno più probabilità di interessarci. Non si tratta di un favore che il social del buon Zuck fa agli utenti: Facebook infatti ha tutto l’interesse a mostrare ai suoi utenti i contenuti che sono per loro più interessanti. In questo modo infatti gli utenti resteranno più a lungo sulla sua piattaforma e continueranno ad essere un target pubblicitario per gli annunci a pagamento. Logico no? Più pubblico ho online, più gli annunci a pagamento vengono visti e più io vengo pagato.

Già, ma come fa Facebook a decidere quali sono i contenuti che possono interessarmi? È proprio qui che entra in gioco l’algoritmo, cioè una formula che prende in considerazione moltissimi fattori e li valuta per decidere quali post hanno maggiori probabilità di attirare la nostra attenzione. I fattori che entrano in gioco, come detto, sono oltre 100mila e non sono tutti noti. Ciò che si sa, è che ci sono alcuni capisaldi che guidano la decisione di Facebook. I tre principali fattori che entrano in gioco sono: affinità, peso e anzianità.

L’affinità tra due utenti o tra una pagina e un utente viene calcolata sulla base del numero di interazioni che intercorrono tra i due. Più un utente ha interazioni con la mia pagina (commentando, lasciando like, reazioni e condividendo i contenuti pubblicati) e più sarà probabile che Facebook continui a mostrare a quell’utente i post della mia pagina.

Il peso di un post dipende dal “successo” che riscuote. Un post con un maggior numero di like, commenti e condivisioni ha più probabilità di essere visto rispetto ad un post che nessuno ha commentato e senza like. Ecco perché è importante che i fan della mia pagina siano realmente interessati a ciò che dico mentre non ha senso raccogliere like con il solo scopo di far aumentare un numeretto (e naturalmente ha ancora meno senso acquistare i like, una pratica che fortunatamente sta scomparendo dal web, e per degli ottimi motivi). Una pagina con 1000 fan attivi e interessati, che commentano e interagiscono con i post pubblicati potrebbe tranquillamente essere più letta e più utile per chi l’ha aperta di una pagina da 10.000 like, dove però nessuno lascia commenti o reazioni ai post, perché piano piano Facebook smetterà sempicemente di mostrare i post di quella pagina ad un numero crescente di persone. Mettere il “Mi piace” ad una pagina solo perché è la pagina di un amico, senza che ci interessino veramente i suoi servizi inoltre equivale a falsare tutte le statistiche relative all’engagement dei post, che risulterà sempre più basso di quanto sarebbe se la pagina avesse solo fan realmente interessati a ciò che lì si dice (naturalmente per fare questo deve essere più di uno il like ottenuto senza un reale interesse).

L’anzianità, infine,è un fattore che dipende molto anche dal peso. Come sappiamo su Facebook i post vengono mostrati sulle nostre bacheche in ordine cronologico: vediamo prima i post più recenti e poi, scrollando verso il basso, vediamo quelli precedenti. Il risultato è che chi accede a Facebook raramente rischia di perdersi alcuni post rilevanti solo perché dopo di questi sono stati pubblicati molti altri contenuti. Per questo nel 2013 è stato introdotto lo “Story Bumping”: non vengono più mostrate solo le storie più recenti, ma viene data precedenza alle storie recenti non ancora viste dall’utente, a patto che abbiano un peso rilevante.  Facebook stesso ha dichiarato che con questa nuova modifica la percentuale di post letti è passata dal 57% al 70%.

In breve: se un post ha avuto molto successo, è probabile che il mio pubblico lo vedrà nella sua bacheca anche molte ore dopo la sua pubblicazione, se invece non raccoglie like, reazioni, condivisioni o commenti sparirà dopo poco dalle bacheche dei fan della mia pagina.

Questa ottima infografica di Glisco Marketing riassume bene la situazione, regalando anche qualche dettaglio in più: