Facebook: presto nei video entrerà la pubblicità

La notizia arriva dal sito ReCode, secondo cui Facebook si sta preparando per mostrare pubblicità all’interno dei video ospitati sulla sua piattaforma. Il social network inizierà a testare un formato di pubblicità “mid-roll”. Questo significa che la pubblicità non verrà mostrata, come per YouTube, all’inizio dei video, ma dopo circa 20 secondi dall’inizio del filmato e solo per video della durata di almeno un minuto e mezzo.

Facebook venderà gli spazi pubblicitari e riconoscerà agli editori dei video una percentuale del 55%, proprio come YouTube.

Facebook ha iniziato da un paio di anni a puntare in modo deciso sulla produzione di contenuti video, mostrandoli in maniera più aggressiva ai suoi utenti. Il risultato è stato che agli inizi del 2016 gli utenti della grande F erano spettatori di 100 milioni di ore al giorno di contenuti video. E sicuramente ora quella cifra è aumentata.

Ma c’è un altro particolare rilevante: sino ad ora, Facebook ha considerato una visualizzazione ogni volta che un utente ha visualizzato un video per un minimo di tre secondi. Questo parametro ha fatto molto discutere, perché Facebook riproduce automaticamente i video nei News Feed (la sezione Notizie, quella dove vediamo gli aggiornamenti dei nostri amici e delle pagine a cui abbiamo lasciato il “Mi piace”) degli utenti. Ora sembra invece che Facebook abbia optato per un cambiamento di direzione. Se le pubblicità potranno essere viste solo dopo 20 secondi dall’inizio del filmato e solo per video di almeno 90 secondi, il messaggio lanciato agli editori è chiaro: per avere successo (e per fare soldi) bisogna catturare l’attenzione dell’utente e mantenerla nel tempo.

Back to basics: come creare una pagina Facebook professionale

Mi capita troppo spesso ultimamente di imbattermi in pagine Facebook create direttamente da liberi professionisti o proprietari di negozi e di attività e di notare subito alcuni errori di base che, invece, sarebbe bene non commettere per avere una pagina Facebook che i nostri potenziali clienti percepiscano come professionale e autorevole. Se per i più esperti questi elementi fondamentali appaiono scontati, per molti altri non lo sono, e l’esperienza diretta lo conferma senza alcun dubbio. Ecco quindi un sano ripasso.

L’immagine della pagina

L’immagine della pagina è quella quadrata, che corrisponde all’immagine del profilo per gli utenti privati. È quella che si vedrà ogni volta che commenteremo un post o che utilizzeremo la nostra pagina per interagire in Facebook. In molti casi, quindi, sarà la primissima immagine che chi non ci conosce avrà di noi. Evitiamo di utilizzare la nostra foto delle vacanze in costume o di tagliare a metà una foto con il nostro fidanzato, lasciando che sia ben visibile il suo braccio mozzato intorno alle nostre spalle. La soluzione migliore è certamente quella di investire qualche euro per ottenere una foto professionale, fatta da un fotografo, oppure di inserire lì il nostro logo, creato da un buon grafico. Ma se per il momento non vogliamo investire nemmeno un euro per questa nuova pagina Facebook (e in ogni caso consiglio di ripensare seriamente a questa decisione), cerchiamo per lo meno di farci scattare da qualcuno una foto che ci ritragga da soli, sorridenti, con uno sfondo neutro (no alle padelle della cucina sulla sfondo) in una posa che ci rappresenti e che trasmetta da subito la nostra professionalità e i valori che abbiamo deciso di comunicare con il nostro brand (Non sapete di che parlo? Meglio allora riflettere bene sul proprio brand, prima di imbarcarsi in una avventura sui social. Per i liberi professionisti, può essere molto utile lavorare con il Personal Branding Canvas).

L’immagine di copertina

Anche l’immagine di copertina (quella immagine più ampia, di forma rettangolare, che è posizionata in cima alla vostra pagina) parla di voi e della vostra attività e quindi no, mi spiace, quella foto delle vostre vacanze con il mare e le onde che vi piace tanto non va bene. A meno che voi non facciate i bagnini. Ci vuole qualcosa che dica subito, a chi capita sulla vostra pagina Facebook, chi siete, cosa fate e come lo fate, o per lo meno qualcosa che li incuriosisca in merito. Anche in questo caso, la soluzione migliore rimane quella di affidarsi a un buon grafico, ma se volete fare da soli potete ptovare uno strumento come Canva, per creare in pochi clic una copertina dall’aspetto professionale e accattivante.

Il nome della pagina

E anche qui, se ne sono viste di tutti i colori: “Il tuo miglior meccanico Mario Rossi”, “Maria Dottoressa Bianchi”, “Dott.ssa Marina Rossini nutrizionista specializzata in alimentazione naturale” e altro ancora (nomi tutti di fantasia, naturalmente). Il nome della pagina deve essere qualcosa che si possa ricordare, suggerire durante una breve conversazione al bar o immaginare: se mi viene detto, devo poterlo ricordare fino a quando non avrò il tempo di cercarlo su Facebook, se voglio suggerirlo a qualcuno devo poterlo fare correttamente, se voglio cercarti su Facebook devo poterti trovare facilmente. Quindi, in breve, il nome della pagina deve essere: corto, facile da ricordare, rappresentativo del tuo brand. Se hai già un nome per il tuo brand, utilizza quello. Se non ne hai uno, anche questa volta la soluzione migliore è quella di rivolgerti a un buon copywriter per la creazione di un naming che ti stia a pennello. Se invece vuoi semplicemente utilizzare il tuo nome e la tua qualifica professionale, va bene, purché la tua qualifica professionale non occupi tre righe intere. Per intenderci: “Dott.ssa Marina Rossini – Nutrizionista” può andare, “Dott.ssa Marina Rossini nutrizionista specializzata in alimentazione naturale”, decisamente no. Infine, non complichiamo le cose: “Maria Dottoressa Bianchi” è decisamente un modo per complicare le cose. Con tutta probabilità ti cercheranno con il tuo nome e cognome, i più fantasiosi proveranno ad anteporre “Dottoressa” ma in pochi ricorderebbero e cercherebbero una combinazione diversa dei tre termini.

La sezione servizi

Per chi apre la propria pagina Facebook nella categoria “Impresa locale” o “Azienda” è disponibile una utilissima sezione “Servizi”. Utilizziamola per inserire i servizi che offriamo e non dimentichiamo di aggiungere una bella immagine, una descrizione breve e significativa che faccia capire subito a chi legge se quello è il servizio che fa per lui e il prezzo del servizio. Si, il prezzo: informazione fondamentale, spesso la più ricercata da chi cerca informazioni e utile per togliere un potenziale cliente dall’imbarazzo di dover chiedere quanto costa e poi dover dire di no perché la parcella supera il budget a disposizione. La sezione servizi non è uno spazio per inserire una descrizione generica di ciò che facciamo, per quello esiste la sezione “Informazioni”. Per saperne di più su come impostare la sezione “Servizi” della tua pagina leggi qui.

I post

Una volta fatto tutto per bene e creata la pagina è la volta dei contenuti. Moltissimi creano la loro pagina Facebook prima ancora di aver creato il proprio sito web, e su questa decisione si potrebbe discutere a lungo tra chi sostiene l’assoluta necessità di un sito web professionale e chi invece sostiene che presto i social renderanno il sito web molto meno utile di quanto sia ora. Tralasciando questa discussione (che per il momento mi vede ancora propendere verso la prima delle due posizioni), l’assenza di un sito web e di un blog pone chi apre una pagina di fronte al problema della mancanza di contenuti da condividere. Problema che si risolve grazie a strumenti come le Note, che consentono di scrivere un vero e porprio post da blog, corredato anche da immagini e link, e grazie a un piano editoriale che ti consenta di scrivere post e condividere contenuti di valore sulla tua pagina Facebook. Ecco, punto importante: la condivisione dei contenuti. È assolutamente vero che non tutti i contenuti presenti sulla tua pagina devono necessariamente essere prodotti da te, anzi, chi ti segue potrebbe farlo anche per la tua capacità di selezionare i migliori contenuti e di proporgli quelli più interessanti e autorevoli pescando nel grande mare di internet. Ma attenzione: quando condividete un contenuto, soprattutto quando condividete un articolo non vostro, non incollate il link alla pagina che volete condividere lasciando che quel link sia l’unico commento al post che si carica automaticamente. Incollate il link nello spazio dedicato al post, lasciate che si carichi l’anteprima dell’articolo, ma poi cancellate il link e inserite un vostro commento a quel contenuto, fate sapere a chi vi segue perché vale la pena leggerlo, fategli sapere perché voi, esperti nel settore, lo avete trovato interessante. Non lasciate un link qualsiasi, solo soletto, a far capolino nello spazio che dovrebbe ospitare le vostre parole, il vostro punto di vista.

Facebook: ecco come decide cosa compare in bacheca

Una volta si chiamava EdgeRank, oggi più semplicemente lo chiamano “Algoritmo di Facebook”. Cos’è? È un insieme di oltre 100mila fattori che, valutati tutti insieme, fanno decidere a Facebook di mostrare o meno un post ai miei amici su Facebook o, nel caso delle pagine, ai miei fan.

Già, perché ogni post che viene pubblicato non viene mostrato a tutti gli amici di chi lo pubblica né a tutti i fan di una pagina. Perché? Semplicemente perché sarebbe impossibile! In media, secondo Facebook, sono 1500 i post provenienti da nostri amici o da pagine che seguiamo che ci potrebbero essere mostrati ogni volta che accediamo al nostro account. Va da sè che si tratta di una mole di contenuti troppo grande: chi ha tempo di leggere 1500 post ogni volta che accede a Facebook? Nessuno. Per questo, l’algoritmo che regola il social fa una scelta per noi e decide di mostrarci solo i post che hanno più probabilità di interessarci. Non si tratta di un favore che il social del buon Zuck fa agli utenti: Facebook infatti ha tutto l’interesse a mostrare ai suoi utenti i contenuti che sono per loro più interessanti. In questo modo infatti gli utenti resteranno più a lungo sulla sua piattaforma e continueranno ad essere un target pubblicitario per gli annunci a pagamento. Logico no? Più pubblico ho online, più gli annunci a pagamento vengono visti e più io vengo pagato.

Già, ma come fa Facebook a decidere quali sono i contenuti che possono interessarmi? È proprio qui che entra in gioco l’algoritmo, cioè una formula che prende in considerazione moltissimi fattori e li valuta per decidere quali post hanno maggiori probabilità di attirare la nostra attenzione. I fattori che entrano in gioco, come detto, sono oltre 100mila e non sono tutti noti. Ciò che si sa, è che ci sono alcuni capisaldi che guidano la decisione di Facebook. I tre principali fattori che entrano in gioco sono: affinità, peso e anzianità.

L’affinità tra due utenti o tra una pagina e un utente viene calcolata sulla base del numero di interazioni che intercorrono tra i due. Più un utente ha interazioni con la mia pagina (commentando, lasciando like, reazioni e condividendo i contenuti pubblicati) e più sarà probabile che Facebook continui a mostrare a quell’utente i post della mia pagina.

Il peso di un post dipende dal “successo” che riscuote. Un post con un maggior numero di like, commenti e condivisioni ha più probabilità di essere visto rispetto ad un post che nessuno ha commentato e senza like. Ecco perché è importante che i fan della mia pagina siano realmente interessati a ciò che dico mentre non ha senso raccogliere like con il solo scopo di far aumentare un numeretto (e naturalmente ha ancora meno senso acquistare i like, una pratica che fortunatamente sta scomparendo dal web, e per degli ottimi motivi). Una pagina con 1000 fan attivi e interessati, che commentano e interagiscono con i post pubblicati potrebbe tranquillamente essere più letta e più utile per chi l’ha aperta di una pagina da 10.000 like, dove però nessuno lascia commenti o reazioni ai post, perché piano piano Facebook smetterà sempicemente di mostrare i post di quella pagina ad un numero crescente di persone. Mettere il “Mi piace” ad una pagina solo perché è la pagina di un amico, senza che ci interessino veramente i suoi servizi inoltre equivale a falsare tutte le statistiche relative all’engagement dei post, che risulterà sempre più basso di quanto sarebbe se la pagina avesse solo fan realmente interessati a ciò che lì si dice (naturalmente per fare questo deve essere più di uno il like ottenuto senza un reale interesse).

L’anzianità, infine,è un fattore che dipende molto anche dal peso. Come sappiamo su Facebook i post vengono mostrati sulle nostre bacheche in ordine cronologico: vediamo prima i post più recenti e poi, scrollando verso il basso, vediamo quelli precedenti. Il risultato è che chi accede a Facebook raramente rischia di perdersi alcuni post rilevanti solo perché dopo di questi sono stati pubblicati molti altri contenuti. Per questo nel 2013 è stato introdotto lo “Story Bumping”: non vengono più mostrate solo le storie più recenti, ma viene data precedenza alle storie recenti non ancora viste dall’utente, a patto che abbiano un peso rilevante.  Facebook stesso ha dichiarato che con questa nuova modifica la percentuale di post letti è passata dal 57% al 70%.

In breve: se un post ha avuto molto successo, è probabile che il mio pubblico lo vedrà nella sua bacheca anche molte ore dopo la sua pubblicazione, se invece non raccoglie like, reazioni, condivisioni o commenti sparirà dopo poco dalle bacheche dei fan della mia pagina.

Questa ottima infografica di Glisco Marketing riassume bene la situazione, regalando anche qualche dettaglio in più:

 

Facebook: nuova funzione per mettere in mostra i tuoi servizi

Periodo di cambiamenti (in meglio) in casa Facebook: dopo la nuova funzione per scrivere post multilingua ecco che il social network del nostro amico Zuck dedica un’altra attenzione a chi desidera promuovere la sua attività attraverso la pagina Facebook. È infatti stata recentemente attivata una nuova funzione per le pagine di imprese locali e aziende che consente di inserire direttamente sulla propria pagina fan elenco, descrizione e prezzo dei propri servizi. Ecco come fare.

Se la funzione è attiva sulla vostra pagina vedrete comparire accanto alle tab “Diario” e “Informazioni” la nuova tab “Servizi”. Cliccateci sopra per accedere alla pagina in cui inserire i vostri servizi.

Arriverete ad una pagina come questa:

Servizi-Facebook

Ora basterà cliccare su Add a Service per visualizzare la griglia dove inserire nome del servizio (massimo 40 caratteri), descrizione (per questo campo sono disponibili al massimo 200 caratteri), costo e una foto a corredo.

Inserire Servizi in pagina Facebook

Una volta compilati i campi ed inserita la foto clicca su “Salva”. Vedrai comparire il tuo nuovo servizio.

Servizio - pagina Facebook

Ma attenzione, non è finita qui. Ora dovi cliccare su “Pubblicata”, in modo che questa nuova tab diventi visibile a tutti. Cliccando in corrispondenza della voce “Pubblicata” vedrete comparire una finestra che chiede se si è sicuri della propria scelta:

Service Section Facebook

Cliccando su “Ok” la pagina verrà pubblicata e visibile da tutti.

Cliccando sul pulsante blu “Introduce your services” sarà inoltre possibile inserire una breve descrizione generale dei propri servizi, in un massimo di 40 caratteri.

Una volta effettuate queste operazioni i servizi inseriti saranno visibili all’interno della tab servizi e nel diario della pagina comparirà una finestra che mostra gli ultimi servizi inseriti.

Finestra Servizi Facebook

Alcune avvertenze: attenzione all’ordine con cui vengono inseriti i servizi. Ogni nuovo servizio aggiunto verrà visualizzato prima dei precedenti, quindi se intendete inserire più servizi in una sola volta badate ad inserire per ultimo il servizio che volete compaia per primo. Attenzione anche al browser utilizzato: io ho personalmente provato con Firefox ed ho sperimentato alcuni problemi di caricamento (sicuramente però si tratta di problemi temporanei, che Facebook risolverà prestissimo), mentre con Chrome tutto è andato subito liscio e la pubblicazione è avvenuta senza problemi.

Facebook insomma sta facendo di tutto, a quanto pare, per assomigliare quanto più possibile ad un piccolo sito web, con una pagina dedicata ai servizi e la possibilità di gestire più lingue. Attenzione però a non farsi ingannare: Facebook è uno strumento potentissimo per la promozione della propria attività ma non deve essere lasciato solo. Il sito web è ancora un punto di riferimento importante per i clienti e il modo più flessibile e personalizzabile per mostrare chi siamo e cosa facciamo. Senza contare che Facebook rimane una piattaforma di proprietà di altri e su cui, quindi, dobbiamo rispettare regole non nostre e fronteggiare cambiamenti imprevisti. La scelta più saggia rimane quindi quella di considerare Facebook come uno degli strumenti di promozione di una attività, da affiancare sapientemente a sito web, networking, ottimi contenuti e molto altro ancora.

Facebook: ecco come scrivere post multilingua

Ottima notizia per tutti i gestori di pagine Facebook che si rivolgono ad un pubblico internazionale. Basta con i post scritti prima in italiano e poi in inglese, con i doppi post o, peggio, con le doppie pagine, una per ogni lingua. Facebook ha recentemente attivato la possibilità di scrivere post multilingua, cioè di pubblicare lo stesso post in più lingue, mostrando poi a ciascun utente il testo del post nella lingua da lui selezionata.

A seconda delle impostazioni scelte da ogni utente, infatti, i post multilingua verranno visualizzati nella lingua corretta. I commenti e i like inseriti da utenti di lingue diverse saranno visualizzati e conteggiati nello stesso post.

Attivare questa funzione è molto semplice. L’amministratore della pagina Facebook deve soltanto cliccare sulla voce “Impostazioni” della pagina. All’interno delle impostazioni “Generali” troverà la voce “Post in più lingue” e cliccando su “Modifica” la potrà attivare inserendo la spunta sulla voce corrispondente.

Post in più lingue

Attivare post in più lingue

Una volta che questa modifica è stata salvata basterà inserire un nuovo post e si vedrà comparire in basso a destra la voce “Scrivi questo post in un’altra lingua”.

Scrivi questo post in un'altra lingua

Cliccando su questa nuova voce si avrà la possibilità di scegliere da un menu a tendina la nuova lingua e quindi di inserire il nuovo testo.

Selezione lingua

Una volta terminato di scrivere il post multilingua in tutte le lingue necessarie basterà pubblicarlo. Ogni utente, a seconda delle sue impostazioni, vedrà il post nella sua lingua d’elezione.

 

Facebook niente paura per privacy e pericoli

Facebook, niente paura: né droga né Grande Fratello

“Io un profilo Facebook non ce l’ho perché altrimenti tutti si fanno i fatti miei”, “I social network creano dipendenza, sono una droga pericolosa” “I social network sono roba da ragazzini, a me non interessano giochini e pettegolezzi”. Una grandissima fetta di popolazione non si avvicina ai social per paura, diffidenza o perché convinta che quella in rete non sia vita reale, non sia la realtà.

Beh, rassegnatevi: Facebook e gli altri social network sono la realtà e non sono più pericolosi di una passeggiata in centro. Avere un profilo in Facebook è l’equivalente di uscire di casa: prima di uscire di casa da soli è importante essere a conoscenza delle regole basilari della comunità, sapere distinguere una opportunità da un pericolo, un malvivente da una persona per bene ed è importante sapersi difendere e sapere cosa fare in caso di pericolo. Facebook è esattamente la stessa cosa, né più né meno.

Qui di seguito, due esempi tra i tanti di ciò che si dice sui social e i suoi pericoli.

I social network come Twitter e Facebook scatenano dipendenza.

Sono una droga e non ce ne rendiamo conto. Non solo perché assorbono buona parte del nostro tempo libero e ci distolgono da altri interessi. Da un punto di vista neurochimico ogni accesso ai social network è per il cervello uno “zuccherino” ossia un rinforzo positivo che corrisponde alla secrezione di dopamina. Leggere un pettegolezzo, sentirsi pensati da qualcuno, ricevere un invito o un aggiornamento via Facebook ci fa sentire subito appagati e socialmente attivi. In realtà ci da un falso senso di appartenenza che favorisce un progressivo ritiro relazionale. Siamo al centro di una fitta rete di relazioni ma in realtà siamo soli! Anche la comunicazione verbale si impoverisce: ciò che in una email comunichiamo con un emotion ossia una faccina, quando ci troviamo la persona di fronte risulta molto più difficile da dire a parole. Un uso intelligente dei social prevede un tempo massimo di un’ora al giorno. Fissiamo un orario in cui leggere le email, rispondere, chattare e rispettiamolo. E facciamo caso a quante volte abbiamo l’impulso di controllare email e sms. Se ci capita spesso siamo già dipendenti. – Fonte: MenteCorpo – Riza.

Non sono d’accordo. Un uso intelligente dei social prevede l’utilizzo del cervello, non un tempo massimo di un’ora al giorno. E questo vale per tutte le attività che, anche nella realtà e non solo in rete, offrono “zuccherini” al nostro cervello: dallo shopping al cibo spazzatura. Facebook è la realtà, non un mondo a parte, e in quanto tale è bene viverlo come facciamo con tutto il resto, con intelligenza e secondo il tempo che abbiamo a disposizione. Si possono fare più danni in rete e a sé stessi in un’ora che in una intera giornata, così come ci si fa più danno in un’ora di shopping compulsivo e incontrollato che in un giornata passata a girare per negozi, oppure con una abbuffata consolatoria di un’ora piuttosto che con una intera giornata di degustazioni.

Il secondo esempio arriva da Panorama, che in questo articolo spiega:

“Se hai una media di 130 amici, sono circa 8500 le persone che possono leggere chi andrai a votare, la musica che ascolti e la tizia – sposata – che stai broccolando”.

Non è per niente vero. Se hai una media di 130 amici, sono 8500 le persone che possono farsi i fatti tuoi solo se non sai usare lo strumento che hai in mano, cioè se non sai gestire le liste di amici, le impostazioni della privacy, i tag alle foto e tutti gli altri strumenti che Facebook e ogni altro social network ti mette a disposizione per regolare l’accesso alle tue informazioni. Sostenere che se ho 130 amici sono 8500 le persone che possono leggere i fatti miei equivale a dire che se ho un’auto sono 850 le persone che posso ferire involontariamente in un’ora. Il che può essere vero, ma solo se non so guidare. Oltre a questo, in rete come fuori vale una regola d’oro che precede l’avvento dei social e della rete: se non vuoi che una cosa si sappia, non dirla. E chiediti anche se sia il caso di non farla.

Per informazioni su come impostare correttamente la privacy in Facebook e su come gestire e prevenire tag indesiderati e amici “spioni” vi consiglio di leggere questo mio articolo sul blog Ragazze Moderne di Donna Monderna: Facebook: 3 consigli per usarlo al meglio (ed evitare scocciature)

Infine, per tutti coloro che sono convinti che Facebook serva soltanto a perdere tempo, vorrei provare a mostrare un modo diverso di utilizzare questo strumento: Facebook come canale di informazione. Ormai tutti i più autorevoli quotidiani, sia generalisti che specializzati, hanno una pagina Facebook dove condividono le notizie più importanti del giorno, spesso sotto forma di link all’articolo preceduto da alcune righe di commento o di riassunto. Seguire le giuste pagine ci consente quindi con una sola sbirciata alla nostra bacheca di ottenere le notizie del giorno, magari già anche con un commento significativo, prima ancora di essere usciti per comprare il giornale e senza nemmeno la necessità di consultare le varie pagine online di ciascun giornale.

In più, ci sono gli influencers, cioè le personalità autorevoli su determinati argomenti. Seguire i profili di queste persone, se ben selezionati, ci mette aportata di mano il punto di vista degli esperti in materia.

Non è finita: ci sono anche i gruppi di discussione. Evoluzione dei vecchi forum, i gruppi di discussione riuniscono tutti coloro che sono interessati ad un determinato argomento e spesso sono veri e propri assembramenti di esperti disponibili a dare consigli, suggerimenti e a scambiarsi idee.

Se ben utilizzato, Facebook si può quindi tramutare in un importante strumenti di lavoro, di informazione e di formazione, oltre che naturalmente di personal branding.

Insomma, Facebook e tutti gli altri social network non sono né pericolosi né roba per ragazzini e, soprattutto, non sono un mondo a parte. Sono uno strumento. E come tutti gli strumenti, dalla ruota al coltello, dall’automobile alla porta di casa, deve essere usato con consapevolezza.

A questo proposito cito Rudy Bandiera nel suo libro “Digital Carisma“:

“Si è sempre erroneamente sostenuto che la vita reale e la vita digitale siano distinte, generando errori semantici più volte perpetrati dai media quali il popolo della Rete, come se offline il popolo fosse un altro! La verità è tutt’altra: la vita reale e la vita digitale sono due facce della stessa medaglia, anzi sono la stessa faccia della stessa medaglia”.

 

p.s. Lo spunto per la scrittura di questo articolo è arrivato proprio grazie a un gruppo Facebook, quello della Rete al Femminile Milano, un network dedicato a donne imprenditrici, freelance e in proprio a Milano, parte di una grande rete nazionale distribuita su tutta Italia. Per saperne di più visita retealfemminile.com.

Facebook autorship

Autorship in Facebook, come inserire nel tuo sito il Facebook author tag

Ricordate l’autorship su Google? Si trattava di una funzione di Google che consentiva di far comparire nei contenuti presenti nelle SERP (Search Engine Result Page, la pagina dei risultati del motore di ricerca) informazioni relative all’autore del contenuto, come il suo nome e una sua foto. Questa funzione ha avuto vita breve in Google ed è stata rimossa circa un anno fa. In pochi sanno però che Facebook offre una funzione simile che è possibile utilizzare per aumentare la visibilità della propria pagina Facebook o del proprio profilo.

Si chiama Facebook Open Graph tag. Le informazioni ufficiali del social network spiegano funzionalità e modalità di attivazione in questa pagina ma, forse, le indicazioni sono un po’ troppo complicate per essere seguite da gran parte degli utenti di Facebook. Proviamo a semplificare?

Grazie ai Facebook Open Graph tag è possibile inserire in ogni contenuto postato su Facebook il nome dell’autore e il link al suo profilo o alla sua pagina. Ecco la differenza:

Senza Open Graph tag in FacebookCon Open Graph tag in Facebook

Il primo post, quello che rimanda al mio articolo sulle possibili soluzioni per la cookie law, è stato condiviso su Facebook quando ancora non era stato implementato sul sito l’Open Graph tag di Facebook mentre il secondo è successivo all’inserimento del tag nel sito. La differenza? Sta tutta nel nome della pagina che è presente accanto all’indirizzo del sito. Passando con il mouse sul nome della pagina si aprirà una finestra che consentirà, a chi non è ancora fan, di lasciare il suo like, oppure di cliccare per visitare la pagina. Questa è la finestra che compare:

Open Graph Facebook

E se non ho una pagina Facebook? Puoi impostare il tag in modo che rimandi al tuo profilo privato su Facebook. In questo caso, la finestra che si aprirà rimanderà al tuo profilo privato e consentirà alle persone che non sono già tra i tuoi amici di seguirti, cliccando sul tasto “Segui” (in questo modo riceveranno notifiche e aggiornamenti quando pubblicherai nuovi post sul tuo profilo). Questa è la finestra che rimanda al profilo privato:

Open Graph Facebook - profilo privato

Ok, ma come si fa ad inserire l’Open Graph tag di Facebook? Inserire il tag necessario ad ottenere questo risultato è piuttosto semplice.

Su facebook, visita la pagina impostazioni del tuo profilo cliccando sulla freccia presente in alto a destra, vicino al tuo nome, e poi clicca su “Impostazioni” e infine su “Persone che ti seguono”. Nel menu a tendina presente assicurati che sia spuntata l’opzione “Tutti”.

Impostazioni Facebook per Open Graph tag

Una volta che viene selezionata questa opzione, devi inserire nel tuo sito una stringa di codice che serve a far sapere a Facebook quali contenuti sono stati condivisi su facebook partendo dal tuo sito. La stringa di codice è questa:

<meta property=”article:author” content=”https://www.facebook.com/indirizzo del sito o della pagina facebook” />

Questa stringa deve essere inserita nel sito web tra i tag <head> e </head>. In WordPress trovi questi tag andando su Aspetto > Editor e poi selezionando dalla colonna di destra il file che generalmente si chiama header.php. Inserisci il codice, aggiorna e il gioco è fatto.

Non vuoi modificare il codice del tuo sito? Se il tuo sito è stato realizzato con wordpress puoi inserire il Facebook Open Graph tag anche utilizzando uno dei più diffusi plugin per la SEO: WordPress SEO di Yoast.

In questo caso ti basta andare su SEO > Social e poi selezionare la tab relativa a Facebook. Qui devi assicurarti che sia presente la spunta su “aggiungi meta dati Open Graph” e poi salvare le modifiche.

Open Graph in SEO di Yoast

A questo punto ti basterà andare nella sezione Utenti di WordPress ed inserire tra le informazioni di contatto il link alla tua pagina Facebook o al tuo profilo.

Informazioni contatti wordpress per Open Graph Facebook

Una volta inserito il link, ricordati di salvare di modifiche e…tutto fatto! Prova ora a condividere su Facebook un contenuto presente nel tuo sito e vedrai che comparirà il link al tuo profilo oppure alla tua pagina facebook, a seconda di ciò che hai impostato. Facile, no?

Facebook tutorial conversione profilo in pagina

Convertire il tuo profilo in una pagina Facebook: ecco come si fa

Sono in molte, su facebook, le persone che utilizzano ancora un profilo personale per pubblicizzare la propria azienda o attività. Il consiglio di Facebook (e anche il mio) è quello di utilizzare per scopi commerciali le apposite pagine, che offrono indubbi vantaggi anche dal punto di vista della gestione e della analisi del proprio pubblico. In questo post ti spiego, nell’ordine:

  • la differenza tra un profilo personale e una pagina fan
  • quali vantaggi offre una pagina rispetto ad un profilo personale
  • cosa comporta la conversione di un profilo personale in pagina facebook
  • come effettuare la conversione

Profilo personale e pagina fan su Facebook: cosa sono e cosa li differenzia

Il profilo personale è quello che hai aperto al tuo arrivo su facebook ed è la tua “presenza virtuale” e privata su questo social network. Grazie ad un profilo personale le altre persone presenti sui social possono richiederti l’amicizia e tu avrai la possibilità di accettare o meno la loro richiesta. Ogni volta che qualcuno ti chiederà l’amicizia tu riceverai una notifica da parte di facebook e potrai decidere se accettare o meno la richiesta, visualizzando il nome e il profilo pubblico di chi te l’ha inoltrata. Se decidi di includere questa persona nella tua lista di amici gli darai accesso a maggiori informazioni su di te e gli consentirai di leggere tutti i post che pubblichi. La quantità di informazioni che chi è nella tua lista di amici e chi invece non lo è può vedere può essere regolata attraverso le impostazioni per la privacy che facebook mette a disposizione, di cui parleremo in un post dedicato.

Una pagina Facebook è invece una presenza pubblica, una pagina aperta a tutti grazie alla quale puoi mostrare al mondo i tuoi prodotti o servizi oppure promuovere la tua attività. Chi desidera seguire gli aggiornamenti della tua pagina non dovrà più richiederti l’amicizia e attendere la tua approvazione ma potrà semplicemente cliccare “Mi piace” sulla tua pagina.

Pagina Facebook vs. profilo personale: i vantaggi

Una pagina Facebook offre a chi desidera promuovere la sua attività alcuni innegabili vantaggi. Prima di tutto un profilo personale non può avere, secondo le regole di Facebook, più di 5000 amici.  Le pagina Facebook invece non pongono nessun limite al numero di fan che possono cliccare “Mi piace” sulla pagina.

Anche solo questo sarebbe un motivo sufficiente per scegliere di promuovere la propria attività attraverso una pagina e non attraverso un profilo: nessuno vorrebbe cominciare una attività sapendo che al massimo può avere un bacino di 5000 utenti come target giusto?

Secondo importante vantaggio: una pagina facebook offre a chi la gestisce una serie di informazioni dettagliate sul proprio pubblico (insights): gli orari in cui è online la maggior parte delle persone, distribuzione anagrafica e geografica, numero di interazioni con ogni singolo post e molto altro ancora. Grazie all’analisi di questi parametri avrai la possibilità di conoscere molto meglio il tuo pubblico, di stabilire quali sono gli orari migliori per postare e di confrontare le performance dei vari post per capire quali hanno interessato maggiormente i tuoi fan.

Tutte queste funzioni non sono disponibili per i profili privati. Chi utilizza un profilo privato per promuovere la propria attività generalmente accetta l’amicizia di tutti coloro che la richiedono, ritrovandosi con una lista di amici che in realtà sono sconosciuti e non avendo la possibilità di ottenere statistiche e informazioni dettagliate sul proprio pubblico.

Ma non è finita qui: un profilo privato non prevede la possibilità di programmare i propri post su facebook mentre questa è una funzionalità prevista per le pagine facebook. Certo, è sempre possibile utilizzare applicazioni esterne che consentono di programmare la pubblicazione dei post anche sul profilo privato ma si tratta comunque di un modo per “aggirare” le regole di facebook che comporta l’uso e la gestione di una applicazione in più che deve essere conosciuta e padroneggiata: tutto lavoro in più insomma.

Con una pagina facebook invece ogni volta che si scrive un post è possibile con un semplice clic programmarne la pubblicazione nel giorno e nell’ora desiderati, consentendoci di mantenere la nostra pagina sempre aggiornata con regolarità ma senza costringerci davanti al computer per scrivere il post.

Ultimo ma non meno importante: è possibile sponsorizzare su facebook solo i post pubblicati da una pagina e non quelli pubblicati attraverso un profilo. Questo significa che chi possiede solo un profilo personale non può creare inserzioni pubblicitarie per promuovere la sua attività: un problema grosso per chi è arrivato su facebook con lo scopo di farsi conoscere dal maggior numero di persone possibile.

Potrei continuare ancora a lungo elencando i vantaggi che una pagina facebook offre, rispetto a un profilo personale, per la promozione di attività e prodotti ma penso che già i punti elencati sopra dovrebbero essere un ottimo incentivo ad utilizzare il giusto strumento per gestire la presenza sul web della propria azienda.

Da profilo personale a pagina Facebook: avvertenze prima di procedere

Arrivati a questo punto dell’articolo, chiunque desideri promuovere la sua attività sul social network del nostro amico Zuckerberg dovrebbe già essere andato ad aprirsi una pagina Facebook. Chi però ha già aperto un profilo personale su Facebook con il solo scopo di promuovere la sua attività potrebbe voler convertire il prorio profilo in pagina Facebook: aprire una nuova pagina Facebook infatti li farebbe ricominciare da zero in termini di fan sulla pagina mentre la conversione del profilo in pagina consente di convertire tutti gli attuali amici in fan della nuova pagina. Un bel vantaggio, certo, ma attenzione: prima di procedere ci sono alcune importanti informazioni che è bene avere.

Quando si converte un profilo personale in una pagina Facebook vengono trasferiti alla nuova pagina l’immagine attuale del profilo, gli amici attualmente presenti sul profilo personale vengono convertiti in fan e il nome utente del tuo account personale diventerà il nome utente della tua pagina. Se si desidera un nome utente diverso occorre creare una nuova pagina senza procedere alla conversione del profilo.

Attenzione: nessun altro contenuto presente sul tuo profilo personale verrà trasferito alla tua nuova pagina. Questo significa che perderai tutti i post pubblicati sul tuo profilo e tutte le foto presenti.

È quindi importante salvare tutti i contenuti che non si desidera perdere: post, foto, messaggi privati inviati e ricevuti, video e altro ancora. Un ottimo modo per salvare i contenuti presenti sul proprio profilo è la funzione “Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook” che il social network mette a disposizione (È naturalmente sempre bene fare un controllo di quanto salvato prima di procedere “alla cieca” alla conversione da profilo a pagina, per verificare se effettivamente abbiamo tutto ciò che ci serve o se è meglio effettuare anche dei salvataggi manuali). Se si è gestori di gruppi su Facebook, inoltre, occorre nominare un altro amministratore poiché si perderà questa qualifica durante la conversione.

Una volta aperta la pagina, sarà possibile ripubblicare i post che si desidera riportare sulla nuova pagina, se li abbiamo salvati. È infatti disponibile per le pagine la possibilità di retrodatare i post pubblicati, grazie alla quale, con un po’ di pazienza, è possibile ricreare sulla nuova pagina i vecchi post presenti sul profilo.

Se non si desidera perdere tutti i dati sopra elencati è meglio scegliere di mantenere il proprio profilo privato (utilizzandolo d’ora in avanti in maniera corretta) e di aprire una nuova pagina Facebook, senza effettuare l’operazione di conversione.

Un’ultima avvertenza: no alle indecisioni. Non convertire mai il tuo profilo in pagina per prova o per gioco: non vi è alcun modo di invertire il processo.

Come effettuare la conversione da profilo personale a pagina Facebook

Se hai deciso di effettuare la conversione da profilo privato a pagina Facebook, qui ti spiego come fare:

Accedi alla pagina di trasformazione da profilo a pagina di Facebook

Arriverai alla classica pagina di creazione delle pagine Facebook ma in alto troverai un riquadro come questo:

Trasformare profilo in pagina Facebook

Subito sotto al riquadro giallo, troverai una schermata come questa, in cui dovrai scegliere la tipologia della tua nuova pagina Facebook:

Scegliere tipologia di pagina Facebook

Nel compiere la tua scelta, tieni presente che ogni tipologia di pagina ha le sue caratteristiche. Qui di seguito un piccolo riassunto fornito direttamente da Facebook:

Tipoligie pagine Facebook

Seleziona quindi la categoria più adatta alla tua attività e lasciati guidare da Facebook nella creazione della nuova pagina. In pochi clic avrai convertito il tuo profilo personale in pagina Facebook.

Per maggiori approfondimenti, consulta direttamente il centro assistenza Facebook oppure contattami e prenota un’ora di assistenza.

Social media e web marketing: welcome to the jungle

Social media e web marketing: welcome to the jungle

“Welcome to the jungle, we got fun n’ games. We got everything you want.
Honey, we know the names”
Mark Zuckerberg Guns N’ Roses

“We are the people that can find whatever you may need.
If you got the money, honey, we got your disease”
Google Guns N’ Roses

Welcome to the jungle, baby: giungla piuttosto strana questa del web, dove puoi imbatterti in panda, pinguini, colibrì, iene e sciacalli, ma anche in creature mitologiche come i troll. E non sempre sono incontri piacevoli.

Partiamo dalle creature mitologiche: il troll. Il troll sul web è l’equivalente del bulletto delle giostre. Quello che appena riesce ad incrociare lo sguardo di un ignaro ragazzetto si avvicina con fare minaccioso e fa “…zzo vuoi? …zzo ti guardi? Cerchi rissa?”. Ecco: il troll sul web e sui social è proprio quello lì, solo che lo fa con i commenti ai post e agli articoli. Quello ci è proprio uscito di casa la mattina con l’intento di trovare qualcuno con cui menar le mani (poco importa se sopra una tastiera o sulla testa del sopra citato ignaro ragazzetto), che tanto di altre cose da fare non ne ha. Il troll è insistente e  molesto: ti spintona, ti punzecchia e fa battutine, finché non decidi di reagire e gli dai una buona scusa per portare la discussione al suo livello. Sui social, come alle giostre, una strategia utile è quella di non dargli troppa importanza, ma di sapergli anche mettere un freno quando passa il segno.

Passando dalla mitologia alla zoologia, consideriamo che nella giungla del web potremmo imbatterci tanti animali diversi: alcuni innocui, altri amici, altri ancora pericolosi e da evitare. La iena ridens è quella che ti riempie la bacheca di tutti i peggiori meme di moda del momento, preferibilmente politically uncorrect: Bocelli, Chuck Norris, The Walking Dead (a proposito, lo sapete come è nato il meme su The Walking Dead? Lo spiegano qui), la nostra iena non si fa mancare proprio nulla. Animale innocuo, a tratti divertente, se non esagera con lo spam.

Poi ci sono gli sciacalli: quelli si che sono animali molesti. Sono quelli che approfitano di ogni tragedia, disgrazia o incidente per postare articoli discutibili con titoli da click baiting altrettando discutibili. Se il periodo è di magra e la disgrazia non arriva, lo sciacallo se la inventa o la pesca dai giornali di gossip di infima categoria. Animali innocui ma molesti, per stomaci forti.

Quanto a panda, pinguini e colibrì, si tratta di animali pacifici e con buone intenzioni, ma attenzione a non farli arrabbiare: non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo, diceva il buon Bud. Altro che leone re della foresta, nella giungla del web sono loro a dettare le regole e se non le segui potresti ritrovarti nel fondo delle SERP più sperdute.

E tu? Che animale sei e che animali hai incontrato nella giungla del web? Oppure non ci hai capito nulla? In questo caso, potresti avere bisogno di una guida: scrivimi.